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Rassegna stampa

 
Bcc del FVG
08/08/2006
Aumentano i tassi, i mutui calano del 7%

MESSAGGERO VENETO -8 agosto 2006


UDINE. Mutui sempre più cari, consumatori sempre più preoccupati di non riuscire a rispettare l'impegno del contratto. A far scattare l'allarme è stato l'aumento dello 0,25% del tasso di interesse deciso dalla Banca centrale europea, il 4º negli ultimi 9 mesi. Gli effetti cominciano a farsi sentire anche negli istituti di credito: la Federazione delle Banche di credito cooperativo, che in regione vanta una quota di mercato del 21%, nel 2006, rispetto all'anno prima, stima un calo della domanda pari al 7%. I clienti prediligono scadenze più lunghe, anche trentennali, e rate a importo fisso. Le famiglie sono preoccupate perché, nella stragrande maggioranza dei casi, si trovano di fronte a rate da pagare più care, con la prospettiva di nuovi aumenti in arrivo.

La voglia di avere una casa grande, con caratteristiche di lusso, tenta i clienti delle banche che, alle volte, tendono a chiedere importi elevati, superiori alle loro capacità di estinguere il debito. Se ne accorgono dopo pochi anni quando sono costretti a rinegoziare il mutuo con scadenze più lunghe. E' facile immaginare che se i tassi di interesse continueranno a lievitare questa casistica sarà sempre più frequente. «Il nostro consiglio - spiegano all’ufficio marketing della Federazione delle Banche di credito cooperativo - resta quello di rimanere il più prudenti possibile, meglio stipulare mutui consapevoli piuttosto di portare le persone al di la delle loro possibilità».

In questi giorni sono in molti a calcolare gli effetti dell'ultimo incremento deciso dalla Banca centrale europea del tasso di interesse salito al 3%. E' il quarto in nove mesi. «Per due anni e mezzo, dal 9 giugno 2003 al 6 dicembre 2005, però, - sottolineano all'ufficio marketing della Federazione Bcc - il tasso è rimasto stabile su livelli che non si toccavano da decenni». Questo fatto ha prodotto il proliferare dei mutui casa a tasso variabile. Quelli che la Federconsumatori ha sempre guardato con un certo sospetto: «A chi chiedeva informazioni - fa notare il segretario provinciale della Federconsumatori, Raffaele Alviggi - ho sempre consigliato il tasso fisso. La politica delle banche, invece, è quella di attirare l'attenzione dei clienti verso i tassi variabili che inizialmente sono bassi, ma successivamente diventano più alti perché sono agganciati alle variazioni che si verificano a livello europeo e mondiale».