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Rassegna stampa

 
Messaggero Veneto
27/02/2008
Bcc regionali, più impieghi e raccolta

di PAOLO L. MEDEOSSI

UDINE. La raccolta complessiva ha superato i 7 miliardi, mentre gli impieghi hanno doppiato quota 4, mantenendo lo standard qualitativo considerato che le sofferenze sono a quota 1,44% sul totale dei crediti concessi. Positive dunque le anticipazioni di bilancio per il 2007 del sistema delle Bcc (banche di credito cooperativo) del Friuli Venezia Giulia, che nello scorso anno hanno registrato un incremento nella raccolta diretta (+7,15%) e una dinamica degli impieghi in decisa accelerazione (+10,98%).

E la ciliegina sulla torta o il crisma sull’annata 2007 è rappresentata dalla redditività, che seppure non quantificata con precisione, è valutata in crescita rispetto all’anno precedente. E’ chiaro che tra qualche settimana il quadro sarà più preciso, ma intanto un giudizio sommario, positivo appunto, può già essere dato. Comunque, le percentuali, citate all’inizio e tradotte in cifre dettagliate, significano che la raccolta diretta passa dai 4 miliardi 354 milioni del dicembre 2006 ai 4 miliardi 665 milioni del 2007, a questa si aggiunge il dato che la raccolta indiretta che si attesta a 2 miliardi 412 milioni, cosicché la raccolta complessiva diventa pari a 7 miliardi 78 milioni, con una dinamica di crescita sul 2006 del 5,8%. I volumi degli impieghi, pari a 3 miliardi 606 milioni a fine 2006, dodici mesi dopo superano, seppur di 2 milioni, i 4 miliardi che, trasformati in quote di mercato detenute, sono pari al 14,5%.

 Le Bcc consolidano quote di mercato ancora più significative sui settori economici che delineano l’operatività tipica del credito cooperativo: le imprese artigiane (27%), le imprese minori (20%), le famiglie produttrici e consumatrici (rispettivamente 24,5% e 20,9%) e le istituzioni prive di scopo di lucro (20,1%). Con crescite significative di questi valori soprattutto in alcuni segmenti che testimoniano il radicamento sociale delle Bcc che, presenti in 140 comuni del Friuli Venezia Giulia, in 29 (tutti sotto i 3 mila abitanti) sono le uniche banche. Sono dati che dimostrano – è rilevato ai vertici della federazione presieduta da Italo Del Negro – una forza di sistema consistente «e sono frutto del nostro modello di network: un modello moderno e strutturato, che costituisce la migliore risposta al profondo processo di ristrutturazione che ha visto importanti gruppi bancari impegnati in complessi processi di aggregazione».

Quanto al livello delle sofferenze, va rilevato che dà prova di una tenuta della buona qualità del credito in quanto l’1,44% stimato preliminarmente rappresenta un valore molto basso e l’incremento rispetto al dato 2006 (l’1,31%), se confermato, è comunque di dimensioni inferiori, seppur marginalmente, alla crescita degli impieghi. In proposito, il direttore Gilberto Noacco sottolinea che anche alla luce di Basilea 2 il sistema Bcc è molto patrimonializzato con un coefficiente di solvibilità che si aggira sul 16% contro una media di sistema che è attorno all’11. Valore che per le Bcc è destinato a migliorare - a quanto si apprende – applicando le nuove regole e così dovrebbe essere ammortizzato l’eventuale, e non certo, vantaggio competitivo che le maxi-banche possono avere utilizzando il metodo “avanzato” ovvero attribuendo il rating ai singoli clienti, mentre le Bcc usano il metodo “standardizzato”.