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Rassegna stampa

 
Messaggero Veneto
15/06/2009
Bcc, cresce la raccolta: +9,65%

A Trieste l’assemblea regionale dei 16 istituti: sistema del credito cooperativo in buona salute nonostante il momento difficile. Ma Graffi Brunoro è prudente: «Ancora presto per parlare di ripresa».

Ma Graffi Brunoro è prudente: «Ancora presto per parlare di ripresa»

TRIESTE. Raccolta complessiva a quota 7.355 milioni di euro (+3,82% rispetto al 2007), finanziamenti concessi pari a 4.308 milioni (+7,63%): la crisi morde, ma i numeri del bilancio di gruppo delle 16 Banche di Credito cooperativo del Friuli Venezia Giulia tengono botta. La raccolta diretta raggiunge una crescita di quasi dieci punti percentuali (+9,65%) dimostrando la buona salute del sistema di credito cooperativo in regione. Le Bcc, che in regione hanno guadagnato un punto percentuale di quota di mercato nel corso del 2008, arrivando al 18,8% del totale, confermano un legame vivo con il territorio.
Ieri l’assemblea regionale della Federazione ha riunito a Trieste dirigenti e rappresentati delle 16 banche sparse sul territorio. Il momento economico non è certo florido. Ma i numeri e anche le parole che il presidente Giuseppe Graffi Brunoro ha scelto per la sua relazione sul 2008 parlano di una realtà pur locale che respira meglio di altri colossi bancari l’aria soffocata della crisi.
Il futuro. «È presto - spiega Graffi Brunoro - per parlare di inversione di tendenza. Temiamo che in Friuli Venezia Giulia gli effetti negativi sull’economia reale debbano ancora registrare il loro punto massimo».
Ma le Bcc - è un punto chiave della comunicazione che è stata messa in campo, anche a livello nazionale, per contrastare gli effetti anti-banche della crisi - si sentono «differenti». «La crisi - dice Graffi Brunoro - può essere spiegata con quattro principali cause (regolamentazione, leva finanziaria, bonus ai top manager e conflitti di interessi sul rating) tutte ben lontane dall’esperienza delle nostre banche locali e mutualistiche».
Piccolo è meglio. «La crisi ha anche fatto cadere molte certezze in materia di finanza, e molti luoghi comuni: la grande dimensione per le banche - nota il presidente delle Bcc regionali - non è di per sé più affidabile e più efficiente. Le piccole realtà, che erano guardate con sufficienza perché praticavano un credito troppo tradizionale, si sono dimostrate più efficienti e più affidabili».
Gli obiettivi. «Il 2009 si presenta come un anno in cui svolgere il ruolo di banca del territorio sarà reso più complesso dalla congiuntura sfavorevole. Fortunatamente, a differenza di altre realtà, il Credito cooperativo non ha problemi legati alla capitalizzazione in Borsa, e rappresenta decisamente la componente più patrimonalizzata del sistema italiano. Tuttavia, un livello dei tassi di interesse così basso mette in evidenza anche la caratteristiche meno positive del nostro modello organizzativo e il loro inevitabile riflesso sulle redditività di tutte le banche». Le Bcc sono così, suggerisce la relazione di Graffi Brunoro, in equilibrio tra il «fare rete» e la competizione: bisogna «interrogarsi - insiste - sulla sostenibilità nel tempo dell’attuale modello di sviluppo territoriale, che ci ha portato ad avere il 22% degli sportelli». Quanto a lungo, si chiede insomma Graffi Brunoro, nell’epoca dei grandi gruppi e dei conti correnti online, sarà possibile replicare un modello di presenza così intensa sul territorio?
I numeri. Oltre alla raccolta complessiva e quella diretta, cresce la base sociale, poco sotto i 47 mila soci (mentre i conti attivi sono 34 mila), e il numero dei dipendenti, che sono 1.388. Si espande ancora la rete di sportelli, 212 nel 2008 e che a marzo 2009 sono arrivati a quota 216. «Nonostante la difficile congiuntura economica e la crisi dei mercati finanziari - commenta Graffi Brunoro - il risultato economico del 2008 esprime numeri positivi. Le tensioni monetarie non ci hanno impedito di sostenere un numero elevatissimo di associazioni di volontariato, Onlus e coopearative sociali sul territorio regionale».
Il bilancio. Il bilancio sociale 2008 si è chiuso, infatti, con una lista di ben 3845 iniziative sostenute con l’erogazione di 4,3 milioni di euro. Si rafforza infine il legame con le imprese: la quota di mercato è pari al 26,3% con le imprese artigiane e al 21% con altre imprese minori.
Beniamino Pagliaro

 


 

«Banche alleate della Regione Fvg»

L’assessore Molinaro: protagoniste anche nei periodi più complicati

TRIESTE. La politica «ha bisogno di alleati», e «il Credito cooperativo ha dimostrato di saper essere protagonista in una condizione economica e sociale non facile»: così, l’assessore alla Cultura Roberto Molinaro ha rappresentato ieri all’assemblea delle Bcc una “forte sintonia” con il presidente Giuseppe Graffi Buonoro. «Nella complessità dei tempi in cui viviamo - ha detto Molinaro - un’azione di governo a qualsiasi livello ha bisogno di alleati. Le istituzioni da sole non riescono a coprire tutti gli spazi richiesti. Sia adattando le linee di gestione del credito che affiancando l’amministrazione regionale con un’azione attiva, il Credito cooperativo di questa regione ha dimostrato di saper essere protagonista».
Molinaro ha citato, quale esempio, la sottoscrizione, assieme anche alle parti sociali, del protocollo d’intesa, lo scorso 28 aprile, che prevede l’anticipazione a tasso e spese zero, dell’indennità di cassa integrazione. «Grazie al suo radicamento sul territorio - ha continuato Molinaro - il Credito cooperativo rappresenta una grande risorsa per affrontare, in sinergia con la Regione, le complessità del momento».
Elencando poi gli strumenti adottati dall’amministrazione regionale per fronteggiare le attuali difficoltà del Friuli Venezia Giulia, Molinaro ha risposto anche alle critiche giunte dal presidente della Camera di commercio di Trieste, Antonio Paoletti, che nel suo intervento aveva sollecitato la giunta regionale sul sostegno al credito. Uilizzando una temporanea disponibilità di cassa legata al nuovo sistema di riscossione dei tributi, la Regione ha attivato infatti un Fondo di rotazione da 400 milioni di euro per la stabilizzazione del sistema produttivo. Secondo Molinaro, comunque, la tenuta del sistema non implica solo misure di carattere economico. «Per troppo tempo abbiamo coniugato il concetto di sviluppo con quello di disponibilità di risorse. Oggi c’è anche la necessità di semplificare gli strumenti e le modalità del rapporto di cittadini, famiglie e imprese con la pubblica amministrazione e di tagliare costi inutili». In questo direzione vanno «diversi provvedimenti già portati all’attenzione del Consiglio regionale ed altri che saranno presentati a breve, come quelli che riguarderanno la casa, la famiglia, la genitorialità». (b.p.)